Acquaticità e la magia dei bambini

L’educazione acquatica dovrebbe cominciare fin dalla nascita per far sì che la sensibilità e l’ambientamento all’elemento acqua possano farsi largo nella vita del bambino. Questo è un punto fondamentale per la crescita del piccolo sul quale i genitori, all’alba del ventesimo secolo, non dovrebbero avere alcun dubbio o tentennamento.

Attraverso i corsi di acquaticità, inizia un percorso davvero intenso per il bambino fatto sì di gioie ma anche di paure (assolutamente lecite). In egual misura anche per la coppia genitoriale.

Spesso mi ritrovo a spiegare che in realtà i corsi di acquaticità, sopratutto quello neonatale, servono più per i genitori che per i bambini stessi perchè qui, in questo fare nell’acqua, l’adulto non deve sostituirsi al piccolo ma procedere nella sua profonda comprensione, di ogni suo più piccolo gesto, forma.

Deve osservare i suoi movimenti come l’espressione della sua personalità che agisce con l’ambiente circostante.

L’insegnante ha la responsabilità di muovere le azioni necessarie al fine di aiutare quella che è la “costruzione” del bambino in acqua senza distruggere la sua espressività. E questo avviene non solo nei primi approcci, ma perdura per tutti gli anni a seguire.

Questo interagire, fatto di ascolto e libertà, porta inevitabilmente una crescita e uno sviluppo esponenziale nel fare del bambino, quindi, una Maggiore Consapevolezza di Sè.

E il bello è che avviene anche per il genitore! Nel tempo anche lui cresce, imparando nuove abilità e a lasciare libero di essere il proprio cucciolo.

Il bambino è un osservatore attento, fine e profondo. Fa sue infinite quantità di corrispondenze che gli permettono di interagire nella maniera a lui più congeniale con il mondo intorno. Si muove per soddisfare la sua grande passione di osservare. Attraverso i giochi oculo-manuali, ad esempio, egli esplora, percepisce, assaggia, fa suo ogni più piccolo particolare con cui entra in connessione.

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La magia dei bambini

Ciò che serve ad un istruttore, più di ogni altra cosa, è avere la sensibilità di ri-conoscere i bisogni del bambino nell’ambiente acquatico. Ognuno di loro è un mondo fantastico da scoprire e far venire alla luce….e per farlo bisogna saper trovare quella chiave, unica per ognuno, che apre porte sul loro mondo….che è fatto sì di colore, fantasia, gioia, magia, ma anche di bisogni, richieste, di cose non capite e piccole paure….bisogna usarla con cura e Amore e pazienza.

Noi siamo qui per dare la possibilità al bambino di vivere con naturalezza e semplicità l’ambiente acquatico, dandogli ciò che gli occorre per esplorare, vivere, sperimentare se stesso attraverso oggetti azioni e anche errori. Con uno sguardo attento e amorevole lo possiamo seguire a una certa distanza, senza invadere il suo spazio di azione, la sua indipendenza.

Senza avere la fretta di ottenere subito qualcosa da lui, puoi osservare e accorgerti che il piccolo sviluppa spontaneamente attività e giochi, anche di ruolo, in cui è assolutamente coinvolto fino all’ultima cellula del suo corpo.

Totalmente presente nel fare, nel qui e ora, fa sue le senso-percezioni, le propriocezioni (dal latino proprius, “appartenere a se stesso”), i movimenti, che saranno i mattoncini su cui andrà, con il tempo, a costruire l’immagine del proprio corpo nello spazio acqua.

E qui, per l’istruttore, il saper dare gli strumenti corretti al momento giusto è di fondamentale importanza. Ogni attimo di crescita del piccolo in acqua è scandito da esercizi e input perfettamente consoni alle sue capacità e alla sua possibilità di ricevere. Quindi L’osservazione è fondamentale per permette il giusto adattamento e la giusta modulazione delle cose da fare in acqua.

I tempi di apprendimento del Bambino sono sacri e vanno rispettati. E’ necessario concederli per permettergli di ri-nascere alla bellezza e alla Maestria.

Giocando si impara

I bambini, non dimentichiamolo, sono esseri assolutamente magici, capaci di incredibili profondità nonostante i loro piedini non abbiano percorso km di vita e i loro piccoli occhi non abbiano ancora visto le infinite sfaccettature di un mondo a volte incoerente.

L’abilità di un adulto di alimentare nel bambino questa magia non dipende dal materiale didattico presente nello specchio acqua, ma dalla sua capacità di proporre quel materiale e sopratutto se stesso.

Ma anche il porsi semplici domande del tipo…

“Come entri in connessione con quella piccola anima?

Riesci a rapire la sua attenzione senza forzarlo?

Come ti immedesimi nel suo sperimentare?

In che modo gli trasmetti il tuo amore per l’acqua?

E le sensazioni? Il “sentire” l’elemento attraverso la pelle, attraverso il movimento della mano o del piede?

Lo spostamento del capo con la perdita dello stato di quiete mentre sei sdraiato a pancia in su….come lo conduci in questo sperimentare e sperimentarsi?

Siamo in grado di non sostituirci totalmente a loro lasciandoli liberi di essere ed esprimersi pur passandogli nozioni, abilità e conoscenza?

Quanto ci facciamo condizionare dai tempi dettati da strutture, corsi, brevetti?

Quanto siamo condizionati dalla nostra aspettativa nei riguardi dei piccoli futuri pesciolini? Imparerà? E quando?” etc….

Tutte queste domande ci possono portare su un piano diverso di osservazione da cui percepire cose e situazioni. Ci permettono di metterci in gioco in maniera totalmente diversa, mettendo a nudo le parti più vere di noi interagendo non in Reazione ma in Azione. E i bimbi in questo ti sentono e ti vedono veramente per quello che sei e per ciò che stai dando su ogni piano…visibile e non.

La connessione che si crea tra insegnante e bambino è un filo sottile che collega entrambi nel cammino acquatico intrapreso insieme. E’ fatto di rispetto reciproco, di regole dette e non, di sguardi, di gestualità, di un’armonia di pensiero che sfocia nel “facciamo insieme…” e nei “facciamo finta che…..”

E qui il gioco prende una forte rilevanza.

Bambini
Gioco gioia bambini
Acquaticità e gioco
Gioco
Gioco e ambientamento

Il GIOCO è una delle più alte forme di comunicazione…è un sistema di relazioni che vengono stabilite con se stessi, gli altri e la realtà in cui si vive. Il gioco dunque contribuisce alla formazione della coscienza di sè e dell’ inconscio. Imparare a giocare è l’obiettivo primario per il bambino al fine di crescere e relazionarsi con il mondo circostante in maniera sana e per la sua realizzazione.

Ed ecco che con l’ambiente acqua questo punto rimane fondamentale per poter passare abilità motorie attraverso forme ludiche. Vero è che un gioco si definisce tale solo se ha come scopo null’altro che se stesso ( e non attività didattiche) ma in questo caso, lasciando la libertà di esprimersi nel movimento, nell’interazione con l’acqua, usando la fabulazione, i giochi di ruolo, si può senz’altro parlare di gioco e della magia che i bimbi sanno metterci dentro.

Il gioco dona felicità e speranza.

Il gioco porta in un mondo dove tutto è possibile.

Ti può trasformare in un drago che vola nei cieli, come in un granchietto quatto quatto su una roccia….puoi diventare Peter Pan e subito dopo Capitan Uncino. Puoi immaginare di salire su un tappeto magico e volare nello spazio atterrando su una stella sconosciuta….non c’è fine alla fantasia e al gioco dei bimbi (ma anche dell’ adulto). Questa dimensione porta a vivere l’esperienza acquatica in una maniera assolutamente naturale e consona al proprio sentire.

Se osserviamo bene, alla fine, sono loro che creano la lezione, noi istruttori non siamo altro che i facilitatori che li mettono in relazione con l’elemento acqua. Siamo quelli che traducono in fiducia, accoglienza, ascolto le loro paure e dubbi. Siamo i traghettatori delle loro piccole grandi essenze nel mare delle infinite possibilità.

Una grande responsabilità nelle nostre mani, che si traduce in Amore per ciò che si dà. Sì perchè un insegnante si dona in toto e lo fa senza calpestare l’identità del bimbo, senza forzarlo ad essere ciò che non è, senza creargli false aspettative. Ed ecco allora che i piccoli ( e non solo loro!!!) vengono fuori in tutta la loro bellezza, creatività, entusiasmo, intuito, intelligenza, acutezza.

Piccoli diamanti grezzi che si plasmano e prendono forma a contatto con acqua. Perchè lei, l’acqua, dà ciò che riceve, si muove con noi, assume forme interagendo con la nostra essenza. E’ una comunicazione continua di cui non siamo consapevoli… ma c’è! Ed è incredibile scoprire come i bimbi riescano a connettersi con essa, in una maniera assolutamente naturale, quando sono a loro agio e liberi di esprimersi.

L’acqua dà ciò che riceve….partecipa nel grande respiro della terra! E’ mediatrice, è accoglienza continua….ti sostiene se tu ti fidi e ti affidi.

Già perchè uno dei suoi principi di base è la Fiducia….e Un bimbo ne è assolutamente intriso fin dalla nascita…è come una Lavagna bianca su cui tutto scorre; è occhi aperti che brillano sul mondo, è un cuore aperto.

Acquaticità magia dei bambini

Vorrei porre l’accento sull’ importanza di adattare approcci differenti su ogni singolo bambino perchè ciò garantisce esperienze assolutamente uniche per ognuno.

I linguaggi da usare sono infiniti esattamente come i messaggi da interpretare. Dunque torniamo a dire quanto sia importante l’ascolto e l’osservazione per permetter loro di esprimersi e vivere nuove connessioni, apprendere abilità e accrescere la stima in se stessi.

“Maestra guardami, ecco la stellina…ora volo anche io” “ Ho preso tutti i cerchietti sul fondo….ora posso trasformarmi!!!” con quel sorriso che gli illumina il viso perchè sà, sente con tutto se stesso di esser riuscito con le sue forze a raggiungere e conquistare una “nuova forma”; proprio come fa l’acqua…che cambia e si adatta in relazione all’ambiente in cui si trova e all’uso che di essa si fa.

E dunque, se guardiamo bene, in fondo sono proprio loro i nostri “maestri”, capaci con parole e azioni di spiazzarci, di farci fare click e poi crack dentro. Nuova luce entra a rischiarare quei luoghi dimenticati del nostro essere e sentire.

Questo è ciò che vivo con loro come insegnate…riescono a farmi brillare gli occhi, sorridere e ridere di gioia, mi fanno anche scendere lacrime facendo cadere i muri di chiusura che inevitabilmente può capitare di avere con il mondo. E sono profondamente grata di tutta questo scambio di ricchezza.

Siamo composti al 75% di acqua e possiamo affermare tranquillamente che è il nostro elemento fondante. La connessione con esso è a 360° e ri-scoprirlo ci può far cambiare prospettiva su tante cose.

Come istruttrice di competenze acquatiche e subacquatiche posso affermare quanto sia importante avere un approccio vibrazionale consapevole sia quando siamo immersi….sia sulla terra ferma.

Perchè l’acqua è ovunque

fuori e dentro di noi.

Acquaticità neonatale

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