Il chiodo di Mullah

Il chiodo di Mullah

Storie Orientali e Sufi

Mullah Nasruddin, dopo aver subito svariati rovesci di fortuna, si vede costretto a vendere la casa che ha ereditato dal padre.
Approfittando del suo stato di bisogno, un uomo senza scrupoli gli offre una somma irrisoria.

Nasruddin si rende perfettamente conto di avere a che fare con un ladro, ma accetta ugualmente la proposta ponendo una piccola condizione.
“Quale?”
“Come può vedere, su questo muro c’è un chiodo.. Questo chiodo l’ha piantato mio padre ed è il solo ricordo che mi resti di lui. Io le vendo la casa, ma desidero rimanere proprietario del chiodo. Se lei è d’accordo su questo punto, accetto la sua offerta. Evidentemente, avrò diritto di appendere al chiodo qualunque cosa io desideri.»

Il compratore si tranquillizza, pensando che un chiodo in una casa è ben poca cosa. Domanda a Mullah:
«Verrà spesso? »
«No, no, spesso no…»
Non vedendo alcun problema, il compratore accetta la clausosa. Davanti a un notaio viene firmato un contratto di vendita nel quale si specifica che Nasruddin rimane proprietario del chiodo e può farne quello che vuole. Poi il nuovo proprietario prende possesso della casa e vi si trasferisce con tutta la famiglia.

Un giorno Nasruddin bussa alla porta.

«Posso vedere il mio chiodo?»
«Ma certo! Entri pure» risponde cordialmente il proprietario.
Mullah entra in profondo raccoglimento davanti al chiodo e poi se ne va.

Qualche giorno più tardi torna con una piccola cornice che racchiude un ritratto di suo padre.
«Posso vedere il mio chiodo?»
Il proprietario lo lascia entrare e Nasruddin appende il quadro al chiodo (la clausola parla chiaro).
Il giorno dopo arriva con un mantello e una tunica.
«Questi abiti appartenevano a mio padre. Vorrei appenderli al mio chiodo» dice al proprietario lievemente irritato.

Un bel giorno Mullah si presenta trascinando la carcassa di una vacca. Il compratore, stupefatto, grida:
«Che cosa viene a fare qui con questa carcassa?»
«Ma è chiaro, vengo ad appenderla al mio chiodo!»
E così fa, sordo alle proteste del padrone di casa. La polizia, chiamata sul luogo del litigio, in base al contratto dà ragione a Nasruddin. La carcassa comincia a marcire, con gran disperazione del padrone di casa.

Dopo qualche tempo Nasruddin torna con un’altra carcassa che appende allo stesso chiodo. Il fetore è tale che il padrone di casa è costretto a fuggire con tutta la famiglia. E fu così che Nasruddin riebbe la sua casa.

A te l’interpretazione di questa piccola favola di saggezza.

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Il chiodo di Mullah

La Risposta è la Domanda

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2 Commenti

  1. Paola Navarra

    Tutti credo sono caduti e hanno ceduto a ricatti o a vendersi con leggerezza a falsari da cui poi è difficile sottrarsi tradendo i propri ideali

    Rispondi
    • Animaspeziata

      Cara Paola grazie per il tuo commento e la tua presenza!!
      Queste “favole” portano con loro svariate interpretazioni e tutte sono atte a dare spunti di riflessione per la propria quotidianità. Ti lascio due righe di pensiero di Aleandro Jodorowsky:
      “Ogni esperienza, ogni cosa che accettiamo che non ci fa bene è come la carcassa di una vacca che marcisce nella nostra casa. Bisogna esser in grado di vegliare affinchè nessuno possa piantare chiodi che non hanno nulla a che fare con noi”.
      Un caro saluto

      Rispondi

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