Monica Leporatti Anima Rifugista

Monica Leporatti Anima Rifugista

“Cielo splendido e temperatura giusta, perfetto…posso incamminarmi”. Tra i sentieri del Monte di Portofino con la mia cagnolina, in un sali scendi pieno di bellezza, totalmente immersa nella natura, con maestosi lecci che adombrano parti di cammino quasi a voler abbracciarti al tuo passare. Mi siedo su una delle loro radici. E’ comoda. Sembra fatta apposta per riposare. Chiudo gli occhi e mi lascio riempire dai suoni e odori tutti intorno a me. “Sono davvero fortunata ad avere tutta questa abbondanza!”

Proseguo nel cammino; ho intenzione di arrivare fino a San Fruttuoso, ma non so se la mia compagna pelosetta ne ha voglia. Oggi non è in vena!!!!

Nel procedere la mia attenzione viene rapita da una roccia….una bellissima immagine che mi trasmetteva una sorta di stupore misto domanda…ma che ci fa un’ ancora messa su questa roccia??!!

Monica leporatti Anima Rifugista

Monte di Portofino
Agririfugio Molini Monica Leporatti

Nel mentre cerco di capire l’enigma dell’Ancora nella roccia ( e non la spada) spunta proprio da lì improvvisamente una ragazza dai capelli rossi e il suo cane…di rosso pelo anch’esso.

“Che simpatica coppia! Hanno la stessa chioma!!” Nel guardar meglio mi accorgo che questa ragazza la conosco…. “Monica!!?! Ciao!!! Ma quanto tempo è passato dall’ultima volta che ci siamo viste??!? Che sorpresa!!”

E da qui inizia il nostro viaggio alla scoperta della vita di questa incredibile donna che fa della sua vita un capolavoro!!!

Monica Leporatti Anima Rifugista

Monica è arrivata su da uno dei sentieri che porta a San Fruttuoso di Camogli.

“ In realtà arrivo dall’ Agririfugio Molini.. è circa una settimana che non torno a casa. Ma non per vacanza…io ci lavoro. Sono una Rifugista” mi dice con un sorriso.

Incredibile…Non credevo ci fosse un Rifugio sulle pendenze del monte di Portofino!!! E il lavoro di Monica mi ha lasciata davvero senza parole, a dir poco entusiasta. Io e lei ci conosciamo da parecchi anni; entrambe, da piccole, abbiamo giocato nella stessa squadra di pallavolo. E’ strano come la vita ti porti su sentieri diversi ( all’apparenza) per poi farti incontrare nuovamente!!!

Monica è nativa di Rapallo, cittadina che affaccia sul Mar Ligure circondata da bellezze naturali. Ama disegnare ma con gli anni la sua passione artistica si è trasformata in passione per la scrittura e per la lettura di romanzi sulla montagna. La sua esperienza di vita l’ha portata tra vari lavori fino a prelevare una Bottega Equo Solidale a Rapallo. Una bellissima esperienza!!

La voglia di vivere a stretto contatto con la natura e il grande Amore per gli animali la porta ad aprire un nuovo progetto: “A spasso con Ready”, servizio di Trekking Dog. Nella sua pagina Facebook dedicata è davvero bello poter scorrere tra foto, percorsi, viaggi, itinerari. Un insieme di bellezza e info davvero utili per chi volesse mettersi in cammino con il proprio 4 zampe e per approfondire la conoscenza del territorio!!!!

Il 2018 porta Monica ad avviare un progetto di Recupero Territoriale in collaborazione con la Ditta Rider4Passion-5TerreOutback che porterà, nel 2019, alla realizzazione e successiva gestione di un Bivacco nel bosco presso il Borgo di Parisalla – Comune di Sesta Godano (SP) Val di Vara. Questa formula di “Wild Ospitality” ottiene ottimi risultati, tanto da esser riconosciuti dalla piattaforma di Booking.com come Struttura ricettiva a 5 stelle!

A fine stagione 2019 Monica è costretta, per questioni personali, ad allontanarsi – con profonda tristezza – da quel progetto di vita a cui si era legata e in cui aveva investito tutta se stessa. La delusione fa maturare in lei il desiderio di ritrovarsi seguendo il richiamo che fin da ragazzina aveva nel cuore…..salire in Quota.

Nel leggere di questo muoversi verso….attraverso le parole di Monica:

I primi giorni del Settembre 2019 mi ritrovai in un letto di ospedale, per la seconda volta in 3 anni, ad affrontare il mio secondo aborto spontaneo ritenuto. Piangevo, non tanto per il dolore fisico delle contrazioni indotte da ben 3 pasticche, non per la seconda gravidanza interrotta che, a differenza della prima non era stata cercata ed era capitata proprio sul finire della storia, quanto perché non capivo come un uomo che 4 anni prima mi aveva dichiarato tutto il suo amore, avesse potuto lasciarmi sola ad affrontare tutto questo e partire per l’ isola d’ Elba a festeggiare, forse da solo, forse no, il suo cinquantunesimo compleanno.

Questo spiegai tra i singhiozzi e le lacrime alla psicologa di corsia che era passata a farmi visita. Nel momento in cui pronunciai quelle frasi il fiume del dolore mi travolse, partendo dalla pancia spaccata dall’ utero contratto, salendo alla gola stretta dall’ angoscia ed uscendo sottoforma di fluido caldo e salato dagli occhi, dal naso e dalla bocca aperta per la fatica di parlare e respirare. E come le parole uscirono da me in tutte queste forme liquide e gassose, trovai finalmente la quiete mentale.

La psicologa mi guardò con profonda tenerezza, pose la sua mano sulla mia e mi lasciò pregandomi di contattarla in caso ne avessi sentito necessità al numero scritto sul foglietto lasciato sul comodino. Seduta sul water , mi tenevo la pancia, per i dolori lancinanti causati dai pezzi  che si staccavano dal mio utero e percepii esattamente il momento in cui il piccolo embrione, quello cioè che avrebbe potuto divenire mio figlio o figlia, fuoriuscì da me, insieme a molto altro.

In quel momento capii.

Mi ripresi, mi ricomposi, uscii dal bagno e andai a letto; guardai fuori dalla finestra, c’ era il sole. Poco prima di essere raggiunta da un’ amica e da mio padre feci una promessa a me stessa : “ MAI PIU ”. Mai più avrei permesso ad un uomo di mancarmi di rispetto, di denigrarmi e di annullarmi. Mai più avrei permesso a me stessa di accettare un’ altra volta un simile trattamento.

Avevo subito “tante piccole violenze verbali” negli ultimi mesi che avevano minato la mia autostima. Ora pero’ di me avevo una piena consapevolezza: ero una donna forte per aver affrontato tutto ciò. Volevo dimostrarlo, a me stessa e a coloro che mi volevano veramente bene, facendo qualcosa di bello, qualcosa che desse grande respiro al mio essere.

Ne venivo da un progetto ideato e realizzato con il mio ex compagno, in Val di Vara: la creazione di una sorta di area campeggio, con tende fisse e servizi, in un bosco vicino ad un borgo, fantasma, di vocazione agricola, del 1600. In quell’ esperienza, vivendo in una casa lontana 3km dal primo “vicino” , senza tv, con pochissima ed altalenante connessione dati, pochi comfort e tanta solitudine, ad eccezione del mio cane e degli ospiti nella stagione estiva, avevo capito più di un paio di cose fondamentali per compiere il passo successivo.

Non avevo bisogno del superfluo per vivere; avevo bisogno del mio cane Ready; non avevo terrore ma solo una sana paura a trovarmi spesso sola, di notte in mezzo ad un bosco, confinante con un borgo diroccato; mi piaceva condividere la conoscenza del territorio con chi trascorreva le notti nel nostro campeggio; e a quanto pareva ci sapevo fare.

L’ amore per la natura, per Ready, per l’ avventura, per la condivisione del bello e per la famiglia mi convinsero a tentare una strada che sin da ragazzina, quando salivo in montagna con i miei, mi riempiva di curiosità: quella della rifugista.

Tra il mese di ottobre e novembre cominciai a spedire curriculum ai rifugi del Piemonte e della Valle d’ Aosta: non avevo competenze specifiche ed avevo un cane questi i punti a mio sfavore per alcune realtà. Ma loro certo non potevano  sapere la mia “naturale” propensione alla vita in quota, anzi in alta quota.

Qualcuno però intuì quello spirito che mi animava ed al colloquio il mio sorriso sigillò la decisione.

Nell’ estate del 2020 sarei partita dal livello del mare per raggiungere, a quota 3000 mt, il Rifugio Mezzalama, uno dei rifugi più antichi della Valle d’ Aosta, il rifugio del mio cuore, la mia seconda famiglia, la mia nuova vita

Monica Leporatti

Così nel 2020 il Rifugio Mezzalama in Val D’Ayas (Val D’Aosta) accoglie lei e il suo cagnolone Ready a quota 3000mt diventando la “Capannina del suo cuore”. Le sue parole, qui di seguito, rendono l’idea di quanto è profondo questo legame.

“In mezzo alla tempesta di pioggia, grandine, vento e fulmini, dentro al rifugio che mormora sbatacchiato qua e là, inzuppato e percosso, sola ad eccezione del mio cane che sonnecchia quieto ai miei piedi. Nella sala buia, priva di luce, con una birra in mano, penso a quanto sono ridicoli i miei 44 anni rispetto a quelli di questo rifugio, a quanto siano polvere rispetto a quelli dei ghiacci che mi circondano, ora sferzati dal maltempo e a quelli delle montagne sfiorate dai fulmini.
Potrei avere l’ ardire di sentirmi la guardiana del rifugio, del tempo che fu, delle anime disperse su questo ghiacciaio e cadute da queste vette. Ma in realtà io sono e mi sento piccola, impaurita, non appena questo silenzio diventa buio intorno
a me. Le montagne possono abbracciarmi per farmi sentire protetta. Il Mezzalama può proteggermi per farmi sentire a casa. Ma niente e nessuno può allontanarmi dalle paure insite nell’animo umano.

Pensate forse ch’io scappi dalla realtà? No, no, vi sbagliate: salgo solo più in alto per vedere meglio cosa c’è là sotto. Per avere “un’ Alta” Prospettiva!”

Monica Leporatti

Monica e Ready

Il 2021 è per Monica un anno di formazione. E’ decisa sul cammino da intraprendere dopo questa bella esperienza. Riesce ad ottenere l’Attestato come Rifugista di Alta Quota riconosciuto dalla regione Lombardia.

Questa formazione la porterà nuovamente al Mezzalama, ritrovando le sue amate montagne, ma questa volta come Responsabile del Rifugio.

“Se il Mezzalama ha un’ anima allora forse scenderà qualche goccia di resina dai suoi travi di larice antico. Ma tanti anni alle spalle e troppi addii ha vissuto per poterne soffrire ancora le conseguenze. Forse gli mancheranno le mie carezze e i baci affettuosi che ogni tanto incollavo alle sue pareti..ma il vero freddo, caro
mio, lo sentirò io. Anche se a temperature più calde io avrò il gelo nel cuore per qualche giorno: mi sentirò smarrita, orfana di un padre che mi protegge ogni qualvolta occupo i suoi spazi. Lui rimarrà lassù, circondato da coltri di neve, sullo sfondo del cielo terso di inizio autunno, a sonnecchiare
, rimanendo pur sempre
vigile. Da quando hanno costruito il rifugio sopra, il Mezzalama può permettersi di riposare qualche ora in più, perché ha chi lo sostituisce nella custodia dei monti alti, dei ghiacci perenni…che a dire il vero tanto perenni purtroppo non sono più

Monica Leporatti

Monica ha intrapreso un cammino di vita di “Alta Quota” . Nel suo vivere ci sono state esperienze davvero intense, piene di Pathos e Amore, che le hanno lasciato ricchezze sì ma anche cicatrici….invisibili all’occhio di superficie e Indelebili per l’anima di chi le porta. Su queste ha saputo plasmare la sua vita con una spinta continua verso l’alto, trasformando la sofferenza in una ricchezza inestimabile.

E’ proprio attraverso una “Crisi” che ritrova la sua vera natura, il richiamo del suo Daimon. Questo ascoltarsi e lasciarsi portare dalla vita l’ha fatta arrivare a prendere il brevetto da rifugista e iniziare un’avventura che tutt’ora continua.

Se avrete piacere di incontrarla, per due chiacchiere davanti a un buon caffè e a una vista incredibile, la troverete presso l’Agririfugio Molini

Contatto Facebook “A Spasso con Ready”

Amore e Condivisione di Valori Comuni come parte Essenziale di una Vita che valga la pena di Esser Vissuta.

Ringrazio di cuore Monica per aver condiviso un pezzo delle sua vita cosi importante e personale. Tante Donne possono “sentire” sulla propria pelle le emozioni che esprime. Spesso ci si ritrova a guardarsi allo specchio e chiedersi il perchè di così tanta sofferenza subita. Ma la Vita è meravigliosa anche in questo. Instancabile Maestra porta a osservarci con Amore, senza giudizio, per poterci accogliere con tutte le nostre fragilità. Fragilità che diventeranno fucina di Energia ardente e Creativa.

Nel portare la propria “zavorra” con Coraggio o meglio con Cor-Agio.

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