Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.

Stat rosa pristina nomine

“ La rosa originaria esiste (solo) nel nome, possediamo (soltanto) nudi nomi”. Ogni cosa terrena – splendida o abietta, oscura o illustre- prima o poi svanisce nel nulla, lasciando dietro di sè solo il nome . A chiusura del romanzo ”Il nome della rosa” di Umberco Eco.


Spunto utile su cui farsi delle domande suggerito da “Una parola al giorno”. Pagina web in cui si condividono e promuovono ardentemente le parole della Lingua Italiana. Riscoprendo e migliorando l’utilizzo della lingua inevitabilmente va evolvendosi il nostro pensiero e l’interpretazione del mondo che ci circonda. Riusciamo altresì a trovare combinazioni virtuose di parole ed espressioni maturando un’ appropriatezza nello scrivere e nel proferir verbo. “L’italiano”…quale meraviglioso strumento di comunicazione!!!! Strumento al quale, purtroppo, non diamo più importanza, scivolando giorno dopo giorno in un linguaggio pressapochista. Utilizzando parole prive di potenza spesso svuotate di significato, fatte da abbreviazioni o emoticon. I ragazzi che gestiscono questa pagina si adoperano dando a questo mondo un Valore Aggiunto inestimabile.


Ma torniamo a quanto sopra citato.

“Tutto prima o poi svanisce nel nulla, lasciando dietro si sè solo il nome”. Chiaro è il pensiero sottinteso: tutto ha un inizio e una fine, nulla rimane immutato e per sempre, ogni cosa è destinata a perire e trasformarsi in qualcos’altro. Noi non siamo eterni, il nostro corpo, la nostra mente, la nostra personalità…tutto è inevitabilmente destinato a sparire dal mondo (così come lo intendiamo e vediamo). Quanta verità vi è in queste parole e i concetti, ivi espressi, vengono ampiamente esposti dallo Stoico Marco Aurelio, il quale vede il Mondo come una Nave dalla quale tutti prima o poi dovranno scendere. Chi non accetta questo vivrà inevitabilmente nell’illusione, torturandosi e creando un inferno dentro sè stesso. E il suo inferno si rifletterà nel mondo, contaminandolo e contribuendo al perpetrarsi di sofferenze, guerre, inconsapevolezza.

Ed eccola lì…la paura della morte (il tabù per eccellenza che da sempre accompagna il genere umano); trattata come un qualcosa da cui prendere le distanze, quasi ad aver disgusto anche solo a nominarla. Da questa paura, che non viene vista, si genera una sorta di dipendenza dalle cose materiali, dalle persone, dalle situazioni. Un Attaccamento potente che ci tiene in balia di tutto il “nostro mondo” mentalmente e fisicamente. Il provare a distaccarsene, o anche il sol pensiero di agire in tale direzione, fa precipitare noi inconsapevoli sventurati nell’ansia e nell’afflizione ( quanta paura fa il non conosciuto ?! ).

Aggrappati con tutte le forze possibili a ciò che inevitabilmente è destinato a mutare e quindi scomparire, come a voler cristallizzare tutto in un fermo immagine che lì deve rimanere, tentando invano di forzarne una staticità innaturale. È tutto un voler trattenere, un controllare l’incontrollabile!!!!! Così stiamo perdendo di vista noi stessi e l’essenzialità delle cose? Stiamo negando la realtà per come essa è e per come ci si presenta dinanzi – mutevole, mai uguale a sè stessa – ?

L’umanità contro il male – Gaetano Cellini –

Seneca scrive nelle sue – Consolatio ad Marciam – : “ Siamo solo di passaggio nel soggiorno che ci è stato assegnato. Le cose umane sono tutte brevi e caduche, neanche un attimo del tempo infinito. Questa terra con le città e le popolazioni, i fiumi e il cerchio del mare è per noi un punto di fronte all’universo. La nostra vita è meno di un punto in paragone all’eternità -— – La fanciullezza è la trasformazione dell’infanzia e l’adolescenza della fanciullezza, la vecchiaia è la tomba della giovinezza. Ogni crescita se fai bene i conti è una perdita ”.

Non abbiamo stabilito noi il nostro tempo, non siamo immortali e ancor meno le cose, le situazioni, alle quali rimaniamo caparbiamente ancorati. Godersi ciò che la vita ci offre pienamente, in ogni sua più piccola sfaccettatura, ma senza tentare di controllarne gli esiti e gli andamenti, pare ardua impresa. Mantenere una mente pulita, sana e padrona di sè, assaporando anche il più piccolo gesto nel Qui e Ora, Hic et nunc, permette di potersi affacciare ad una visione non illusoria della realtà.

Mi viene in mente una grande Anima che abbiamo avuto l’onore di avere qui sulla terra: Franco Battiato capace di esprimere, in poetici versi cantati, concetti estremamente profondi. Nella sua vita ha spesso trattato il tema della morte e della caducità delle cose tutte. In uno dei suoi commenti si esprime dicendo :

“Siamo impermanenti e dobbiamo abituarci a questo…….perchè la materia gioca brutti scherzi”.

Opera meravigliosa, lasciatoci dal Maestro, è il film documentario “Attraversando il Bardo – Sguardi sull’Aldilà” dove viene ben descritto ciò che la Vita è.. un Viaggio di Preparazione a un’altra Esperienza; perchè la vita non finisce, è come il sogno!! Il significato della parola Bardo è “ Transito o Stato Intermedio ”, dove la parola Transito sta per Cambiamento. Ecco il lungo filo rosso che collega il Bardo con Umberto Eco, con il buon Marco Aurelio passando poi per Seneca (e attraverso tutte le altre grandi Anime non espressamente citate fra queste poche righe). Tutti concordi all’unisono che bisogna imparare a vivere il Cambiamento senza paura e che questo sia necessario affinchè avvenga il rinnovamento, la rinascita, la trasformazione.

In realtà ogni giorno moriamo e rinasciamo a noi stessi infinite volte nel susseguirsi dei nostri “Qui e Ora”, vivendo le nostre esperienze, come quando finisce una relazione, perdiamo una persona a noi cara, o come quando si chiude una situazione a noi nota passando in una totalmente sconosciuta. Questo divenire continuo dalla vita alla morte, dal vecchio al nuovo, ci porta man mano a ricordare chi realmente siamo, insegnandoci a vivere in pienezza il cambiamento, le proprie scelte, rimanendo vigili, padroni di sé stessi.

Meravigliose le parole della sua composizione

“Testamento”

…………..

Il tempo perduto, chissà perché
Non si fa mai riprendere
I linguaggi urbani si intrecciano
E si confondono nel quotidiano
Fatti non foste per viver come bruti
Ma per seguire virtude e conoscenza
L’idea del visibile alletta, la mia speranza aspetta

Peccato che io non sappia volare
Ma le oscure cadute nel buio
Mi hanno insegnato a risalire

E mi piaceva tutto della mia vita mortale
Noi non siamo mai morti
E non siamo mai nati

E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire

Nel Rinascere in Armonia e in Equilibrio con la Vita Tutta.

In un Istante tutta l’Eternità

Letture consigliate

“ Colloqui con se stesso ” Marco Aurelio

“ Consolatio ad Marciam ” Seneca

“ Il nome della Rosa” Umberto Eco

“ Perchè ci piacciono le parole ” Giorgio Moretti

Video consigliati

“ Attraversando il bardo – Sguardi sull’aldilà” Franco Battiato

“ Il senso della morte ” Michele Putrino

Brani musicali

“ Prospettiva Nevsky” “Testamento” Franco Battiato

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